Covid 19: Trattate per la prima volta mascherine con le nanotecnologie

(AdnKronos 27/4/2020) “Abbiamo creato delle mascherine in tessuto trattate con le nanotecnologie che durano molto di più di quelle tradizionali, proteggono meglio i cittadini e impediscono ai batteri prodotti dal nostro fiato di annidarsi, dunque non è necessario sterilizzarle prima di ogni nuovo uso”. A dirlo Sabrina Zuccalà, direttrice del Laboratorio di Nanotecnologie4ward360”, che ha realizzato, primi al mondo, delle mascherine che grazie all’applicazione di nano materiali, non  dovranno essere buttate dopo averle indossate poche volte, ma potranno essere utilizzate per diverse settimane. “Siamo inoltre riusciti – prosegue Zuccalà – a creare nei tessuti un reticolo in scala nanometrica, che impedisce a ciò che è più grande di passare, riuscendo dunque a proteggerci meglio. In questo complicato momento, dovuto alla diffusione della pandemia Covid 19, il nostro Laboratorio di Nanotecnologie ha continuato a studiare nuovi formulati tecnologici che potessero essere utili per chi, come sanitari e medici, ma anche Forze dell’ordine o altri professionisti costretti a lavorare, mettono a rischio la loro via per tutti noi. Siamo stati contattati da diverse aziende e perché chi usa le mascherine monouso per lavoro, anche se certificate dall’Istituto Superiore della Sanità, si trova a doverle buttare ogni giorno. Ci hanno quindi chiesto se non potessimo fare qualcosa di più con le nanotecnologie. Il nostro Laboratorio, che di solito si occupa di studiare e realizzare tecnologie per tutelare opere d’arte, monumenti o strutture in diversi materiali, si è concentrato dunque sui tessuti, sviluppando tecnologie all’avanguardia. Siamo soddisfatti di poter dare una mano a quelli che ogni giorno con abnegazione si sacrificano per la comunità. Queste mascherine potranno durare a lungo anche perché chi lo vorrà potrà applicare nuovamente, seguendo un protocollo specifico che sarà comunicato,  le nanotecnologie che forniremo e quindi ristabilendo nel tessuto le caratteristiche originarie e rendendolo ancora indossabile”.

La nostra ricerca – spiega anche Mariafausta Anzioli, esperta tecnica del Laboratorio di nanomateriali – si muove in questa direzione, utilizzando mascherine già certificate, trattandole con una linea di formulati nanotecnologici veicolati dall’acqua e sviluppati per essere utilizzati per la protezione dei tessuti. La particolarità di queste tecnologie ‘4wd-Tex’ è quella di rivestire tridimensionalmente in scala nanometrica ogni singolo filamento della fibra tessile, senza modificare né l’aspetto, né la consistenza del tessuto. Tra le caratteristiche eccezionali di questi tessuti con i quali sono state create queste mascherine ci sono le proprietà idro e oleorepellenti, quelle di essere antimacchia, antibatterici, la possibilità di creare una perfetta traspirabilità dei capi, impedendo allo sporco umido di essere assorbito dalle fibre e idi far ristagnare gli odori. Infine, queste nanotecnologie aiutano a prevenire la formazione di muffe, resistono ai raggi UV e all’abrasione, non modificano l’aspetto e la consistenza del tessuto, garantendo più resistenza contro l’usura”.

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