Conte all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma

24 Gennaio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto all’inaugurazione dell’Anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri.

All’evento è stata invitata anche Sabrina Zuccalà, amministratore di 4Ward360, per la vicinanza che da sempre lega le nostre autorità al mondo della tecnologia e dell’innovazione, soprattutto nel campo dei beni culturali

Di seguito alcune immagini dell’evento.

Video della giornata 

 

 

Convegno di Firenze del 13 febbraio: la stampa e l’esempio portato da 4Ward360

Condividiamo quanto pubblicato in seguito al convegno “Lavorare in sicurezza in luoghi unici al mondo” dello scorso 13 febbraio.

Si è parlato di sicurezza e di come le nuove tecnologie possano rendere più sicura la fruizione dei monumenti per chi li visita e chi vi lavora.

Di seguito l’articolo pubblicato su ilSicilia.it e l’esempio del quale ha parlato il referente per i beni culturali di 4Ward360 al convegno.

 


Nanotecnologia, sicurezza e conservazione: un esempio a Malta

Tra i rischi maggiormente riscontrati all’interno di un edificio storico c’è senza dubbio quello “di scivolamento” su quei meravigliosi marmi, unici al mondo, che compongono il piano di calpestio di una cattedrale o di un altro monumento, specie quando l’ambiente climatico esterno contribuisce o risulta concausa di tale rischio.

Vogliamo portare l’esempio pratico di come la conservazione e la sicurezza possano camminare per mano, rendendo possibile la fruizione del nostro patrimonio storico senza limitazioni.

L’esempio riguarda la co-cattedrale di San Giovanni Battista, uno dei siti UNESCO a La Valletta, Malta, dove è stato raggiunto un risultato eccellente di protezione della pavimentazione in marmo dall’usura, oltre alla protezione antiscivolo per la fruizione in sicurezza del monumento da parte di turisti, fedeli e addetti alla manutenzione del monumento.

Il pavimento della cattedrale è costituito da circa 400 tombe appartenenti a membri dell’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri. Le lapidi sono rivestite con intarsi di marmo policromo e riportano le effigi dei Cavalieri. In questi secoli il continuo calpestio dei fedeli e la manutenzione ordinaria della pavimentazione hanno portato alla progressiva usura della superficie con conseguente deterioramento degli intarsi decorativi. La determinazione del Dott. Ray Bondin, ambasciatore emerito e delegato permanente di Malta per UNESCO, ha permesso l’applicazione della nanotecnologia a protezione delle superfici lapidee.

In particolare la ricerca è stata rivolta allo studio di un formulato nanotecnologico che non solo intervenisse sul materiale, proteggendolo, ma che contemporaneamente risolvesse un altro problema della pavimentazione: la scivolosità causata dalle continue applicazioni di cere per mantenere la lucentezza dei marmi.

Nel febbraio del 2019 fu eseguito un test sulla porosità della pavimentazione e la valutazione di eventuale presenza di cere o altri prodotti protettivi e/o lucidanti. Il test ha consentito al laboratorio la formulazione di un prodotto nanotecnologico appositamente formulato per soddisfare le esigenze di consolidamento e resistenza all’usura della pavimentazione come da esigenze e richieste della committenza.

Il formulato, applicato ad aprile 2019, è un bicomponente nanotecnologico con prestazioni consolidanti e antiusura, applicato con un dispositivo airless ad alta pressione HVLP e con  reticolazione completa in 48 ore.

Il risultato è un trattamento assolutamente invisibile ad occhio umano, che da un lato ha donato al materiale ottima resistenza all’abrasione, oltre alla lucentezza della superficie che la committenza richiedeva e che prima raggiungeva con l’applicazione della cera sulle superfici. La nanotecnologia ha però permesso anche di rendere la superficie meno scivolosa e quindi più sicura per chi vi cammina.

I risultati ottenuti a Malta sono applicabili ad ogni monumento e museo italiano, con un importantissimo effetto di conservazione delle caratteristiche della pavimentazione ma, al tempo stesso, diminuzione del tempo utilizzato per le manutenzioni ordinarie straordinarie ed aumento della sicurezza della pavimentazione durante la fruizione del monumento da parte del pubblico e degli addetti.

4ward360 trattamento nanotecnologici

Bonus Facciate novità con la Nanotecnologia

Bonus facciate 2020

La nanotecnologia rientra negli interventi detraibili al 90%

 

Tra le più importanti novità fiscali contenute nella Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (c.d. Legge di Bilancio per il 2020) vi è senz’altro la nuova agevolazione prevista per gli interventi sulle facciate esterne degli edifici (c.d. Bonus Facciate).

  1. Cos’è il bonus facciate
  2. Come funziona il bonus facciate
  3. Quali interventi comprende il bonus facciate
  4. Gli interventi inclusi
  5. Gli interventi esclusi

Un’agevolazione anticipata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, per rilanciare gli investimenti per il restauro e il recupero delle facciate di palazzi e condomini, che ha superato tutti i passaggi parlamentari per entrare ufficialmente in vigore a partire dall’1 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020.

Cos’è il bonus facciate

Entrando nel dettaglio, il bonus facciate prevede una detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna) ubicati in zona A (centri storici) o B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

Considerato che la Legge di Bilancio prevede che il bonus facciate possa essere utilizzato “per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020“, i lavori che potranno godere dell’incentivo possono essere anche quelli cominciati nel 2019 e pagati nel 2020.

Come funziona il bonus facciate

La Legge di Bilancio per il 2020 definisce le modalità per fruire della nuova detrazione, ovvero in 10 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di sostenimento delle spese e nei 9 successivi. In attesa di maggiori dettagli da parte dell’Agenzia delle Entrate (che provvederà a scrivere una nuova guida fiscale in merito), per usufruire della detrazione sarà certamente necessario:

  • pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Come previsto per le altre agevolazioni fiscali (ristrutturazioni edilizie ed ecobonus), occorrerà conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili;
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Quali interventi comprende il bonus facciate

Ferme restando le disposizioni agevolative in materia edilizia (per le ristrutturazioni edilizie) e di riqualificazione energetica (ecobonus), il bonus facciate è ammesso esclusivamente per le spese relative ad interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Qualora l’intervento effettuato (ove non sia di mera pulitura o tinteggiatura esterna):

  • influenzi dal punto di vista termico l’edificio;
  • ovvero interessi più del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dello stesso, questo deve soddisfare i requisiti di cui al decreto MISE 26 giugno 2015 e, in termini di trasmittanza termica, quelli di cui alla Tabella 2 del Decreto MISE 26 gennaio 2010;

si applicheranno le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter dell’art.14 del D.L. n. 63/2013, relative al monitoraggio da parte dell’ENEA del risparmio energetico effettivamente conseguito a seguito della realizzazione degli interventi, nonché quelle relative alla decretazione attuativa circa i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, le procedure e alle modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ, eseguiti dall’ENEA.

Gli interventi inclusi

Per ottenere la detrazione, sarà possibile eseguire lavori che hanno l’obiettivo di recuperare e restaurare una facciata, sia di una casa privata che di un condominio.

Entrando nel dettaglio, le spese ammesse alla agevolazione riguardano i lavori di:

  • intonacatura;
  • verniciatura;
  • ripristino di balconi, ringhiere e frontalini.

Gli interventi esclusi

Sono, invece, escluse dall’ambito di applicazione del bonus facciate le spese relative agli interventi:

  • sugli impianti di illuminazione;
  • sui pluviali;
  • sugli impianti termici;
  • sui cavi esterni.

In allegato il Link della guida dell’Agenzia delle Entrate  (come già fatto per le ristrutturazioni edilizie, l’ecobonus, il sismabonus e il bonus mobili)

 

Sabrina Zuccalà ospite al Fashion in the City – Milano

Nella mia vita, mi sarei aspettata di tutto

ma non di salire sul palco del Fashion in the City.

 

 

 

La B&20 EVENTS il 23/2/2020 presenta la quarta edizione del “ FASHION IN THE CITY “, patrocinato da Unimpresa Moda e condotto dalla presentatrice RAI Donatella Negro.

Nella splendida cornice di Palazzo Barozzi in via Vivaio n.7 Milano, per la FW20-21 sfileranno brand contemporary e luxury.
La location sarà arricchita dalle magnifiche opere di ChiccArt a sostegno del progetto CDD dell’Associazione Ciechi.

L’arte e la moda saranno unite per trasformare un appuntamento glamour della città meneghina in una giornata volta al supporto di una nobile causa.

Si ringrazia per il supporto l’Ing. Vincenzo De Feo, Presidente dell’Associazione “mai più solo” , attiva sul territorio nella lotta contro il cyber bullismo,
La scrittrice Anna Paola Xodo che presenterà il suo libro “L’amore perfetto” #amatevipercomesiete

Presenza illustre la Dott.ssa Sabrina Zuccala’ fondatrice del laboratorio 4ward360, azienda italiana Leader in trattamenti nanotecnologici, pronta a raccontarci le novità in ambito dell’innovazione legate al tessuto.

Quindi prepariamoci a vedere qualcosa di strepito sul quel palco.

Il Patron della B&20 Paolo Distaso, nome riconosciuto nel panorama del luxury event milanese; come ogni edizione regalera’ la presenza di un parter del settore moda nonché ospiti di elevata caratura.

Accanto al CEO della B&20 ci sara’ l’avv. Alessia Schepis, la manager Italo-spagnola della B&20, che con il suo team offrirà ai brand in sfilata consulenze per quanto attiene il merchandising.

Infine la lady della B&20, la fashion manager Patrizia Gaeta, quest’anno offrira’ un prodotto vicino al mondo B2B, un light Networking in un giorno dedicato al cocktail event.

Il dott. Paolo Distaso e il suo team ringraziano:

BRAND della Sfilata “Fashion in the City”:

-Antonio Tarantino
-Daniela De Souza
-Ylenia Mangano
-Thaira Coutur
-Monrob italy
-Millash – Boro&Marc – Agnes Wuyam

Official Make up Artist : Paolo Demaria

Official Hair style
Rino Esposito & Gigi Rutiliano brand Ambassador WELLA

Official partners:
-Myro’ wine
-Memento
-Jo maison jo
-Umberto Zive
-Lombardia Web tv
-Élite Service Group

Moda fashion week milano sabrina zuccalà

Sabrina Zuccalà sfilata palazzo Barozzi Milano

Indossa il futuro Sabrina Zuccalà

sabrina zuccalà nanotecnologia

 

Special Thanks:
Make-up Artist Francesca Minerva premio internazionale excellence come nuova star up italiana.

 

 

 http://movida.tgcom24.it/2020/02/19/le-sfilate-del-week-end-timeless-e-fashion-in-the-city/

 

 

 

Firenze – Lavorare in sicurezza in luoghi di lavoro unici al mondo

Antica Canonica di San Giovanni a Firenze

Il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora oggi non indifferente. Ogni giorno la cronaca ci rende partecipi di infortuni più o meno gravi.
Dal 1955 a oggi molte cose sono state fatte in Italia e tante devono ancora essere messe concretamente in atto.

Le leggi ci sono, ma i morti tra i lavoratori non accennano a diminuire in maniera significativa. Tutto questo deve darci l’energia e l’effettiva volontà di impegnarci maggiormente, qualsiasi sia l’ambiente di lavoro, per prevenire infortuni e malattie professionali.

L’Opera di Santa Maria del Fiore da vari anni ha tra i suoi obiettivi primari quello di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. In virtù di questo costante impegno aziendale, organizzativo e operativo, unito alla determinazione dei dirigenti dell’istituzione, nasce questo convegno.

È una “prima” giornata di studio su un tema specifico, a oggi mai stato oggetto di pubblico dibattito, tra addetti ai lavori. Un metodo di cooperare e collaborare insieme, con il fine di prevenire i rischi per chi presta le sue mansioni in ambienti di lavoro “unici al mondo”.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Opera di Santa Maria del Fiore Architetto Massimo Bonechi

 

Relatori:

Luca Bagnoli
Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore

Vincenzo Vaccaro
Consigliere dell’Opera di Santa Maria del Fiore

Francesco Santi
Presidente di AIAS
Sarà inoltre presente un Rappresentante dell’Agenzia della Sicurezza Europea di Bilbao delegato dall’On. Ursula von der Leyen, President of the European Commission

B. Aagostini, S. Baldini, S. Caciagli, M. Fredducci

Dirigenti 81/2008 Opera di Santa Maria del Fiore
Il complesso monumentale di piazza del Duomo a Firenze, gestione tecnica e amministrativa della sicurezza.

Massimo Bonecchi
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Opera di Santa Maria del Fiore
La valutazione dei rischi, metodi, risultati e nuovi procedimenti

Roberto Cela
Associazione Fabbricerie Italiane
Il monitoraggio delle cattedrali europee, procedure e protocolli

Davide Beltrame
Procuratoria di San Marco di Venezia
La gestione della sicurezza nella cattedrale di San Marco a Venezia

Marco Masi
Regione Toscana Responsabile di settore Genio Civile Valdarno centrale
La sicurezza nei contratti di appalto

Paolo Ferrara
Comune di Firenze
Il patrimonio comunale fiorentino

Alessandro Alfaioli
Direttore della Scuola Edile di Firenze
Dalla formazione obbligatoria alla consapevolezza

Lorenzo Leoncini
Architetto, Studio Sertec
La progettazione del cantiere di restauro. Alcuni aspetti particolari

Marco Ferri
Architetto, Studio Ferri
Restauro e sicurezza: due interventi per il Duomo di Firenze

Diego Bernazzoli
Vertika srl
Lavorare in calata per la manutenzione e il monitoraggio monumentale

Renzo Botindari, Sabrina Zuccalà, Maria F. Anzioli
4Ward360 Nanotechnology
“Sicurezza e Conservazione”

Piero Faraone
Faraone Industrie SpA
Progettare e realizzare attrezzature in edifici di alto valore artistico

13 febbraio 2020
Firenze, piazza San Giovanni 7
ANTICA CANONICA DI SAN GIOVANNI

International Scientific Conference Cracovia


4Ward360 presente al II Convegno Internazionale “Wood in Architecture” di Cracovia, organizzato da ICOMOS, International Council on Monuments and Sites, organizzazione internazionale non governativa che ha principalmente lo scopo di promuovere la teoria, la metodologia e le tecnologie applicate alla conservazione, alla protezione e alla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale.


AdnKronos
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Wood in Architecture

Quando la tecnologia conserva il patrimonio culturale

30-31 gennaio 2020

Conservare il patrimonio culturale è un impegno civile perché la storia non può essere distrutta, è una ricchezza da valorizzare a beneficio della collettività.

Si vuole presentare l’esperienza pluriennale 4Ward360, laboratorio di studio e produzione di formulati nanotecnologici a protezione delle superfici, con particolare attenzione al mondo della conservazione dei monumenti.

La nanotecnologia, il punto focale di diverse discipline come la fisica quantistica, la biologia molecolare e la scienza dei materiali, è in grado di modificare la materia a scala atomica. Le formulazioni nanotecnologiche rappresentano un modo radicalmente nuovo e rivoluzionario per conferire protezione ai materiali modificando la loro energia di superficie. Le superfici trattate rimangono protette da sporco, grasso, muffe, calcare, graffiti e agenti atmosferici per anni. L’assoluta biocompatibilità dei trattamenti testimonia l’attenzione dell’azienda alla salvaguardia dell’ambiente.

Le nanotecnologie trovano applicazione in diversi settori industriali, nel comparto medico sanitario, nell’edilizia e nel restauro.

Oggi vogliamo presentare tre importanti esperienze riguardanti la protezione delle superfici lignee: un relitto navale estratto dal mare e conservato in collaborazione con la soprintendenza del mare, un portone storico restaurato in collaborazione con l’Università di Trento, un edificio ligneo edificato in alta quota in collaborazione con Renzo Piano.

Il legno è un materiale organico che mantiene molte delle sue caratteristiche anche quando questo viene lavorato. La sua durata è strettamente legata alle condizioni ambientali in cui viene mantenuto: si gonfia con l’umidità e il calore, mentre con il freddo si ritira producendo delle crepe. Situazioni avverse possono inoltre favorire l’attacco di funghi, muffe o insetti e portare ad un deterioramento che comprometterebbe non solo l’aspetto estetico ma anche la sopravvivenza del materiale.

I formulati messi a punto dal laboratorio 4Ward360 sono trattamenti nanotecnologici non filmogeni a base acqua che creano una protezione invisibile sulle superfici in legno. Grazie alle eccellenti proprietà idro e olio repellenti respingono acqua e contaminanti esterni (sporco, oli, grasso, polvere) impedendo loro di aderire alla fibra di cellulosa: la loro rimozione avverrà in modo semplice senza l’utilizzo di sostanze o mezzi abrasivi. Il nanomateriale non modifica la traspirabilità della superficie trattata e previene i problemi legati all’umidità, alla salsedine o al ghiaccio, oltre all’insorgenza di infestazioni di muschi e funghi, prevenendo la decomposizione del legno.

Relitto Marausa Nanotecnologie4

Il trattamento è completamente reversibile, non modifica l’aspetto e la consistenza del legno, è resistente alle alte temperature, ed è stabile ai raggi UV. La sua applicazione è estremamente semplice e il tempo di asciugatura molto veloce.

Questi aspetti furono fondamentali nel momento in cui fu deciso di affrontare la stabilizzazione di reperti archeologici provenienti dai fondali marini che avevano già subito lo stress del passaggio dall’ambiente in cui erano giaciuti per centinaia di anni ad un ambiente completamente diverso, nel progetto di conservazione del relitto navale rinvenuto a Marausa, in Sicilia ed oggi conservato presso il Museo Baglio Anselmi di Marsala. Il campione trattato ha le dimensioni di circa 60cm di lunghezza e 30cm di diametro) sul fasciame di reperti archeologici di una nave romana del IV sec. d.C.

Grazie al supporto della Regione Sicilia ed alla collaborazione di un team di storici e conservatori, furono dapprima eseguite delle analisi sulle condizioni fisiche del materiale da trattare con la nanotecnologia. Il passo successivo fu la verifica delle proprietà del nanomateriale: fu constatato l’alto valore protettivo del formulato, con proprietà idrorepellenti ed oleorepellenti, e fu verificata la traspirabilità e l’assenza di modifica dell’aspetto e della consistenza del legno. Si è dunque passati alla fase applicativa del formulato

sul reperto ligneo, che è stata eseguita attraverso l’utilizzo di un dispositivo airless con sistema HVLP, alla quale è seguita la valutazione della reversibilità, eseguita applicando una soluzione a base di etanolo.

Non furono riscontrate modifiche estetiche del manufatto che si presentava opaco e senza quegli spessori che di solito creano le sovrapposizioni protettive tradizionali. Non furono inoltre riscontrate modifiche della struttura del materiale ligneo a livello microscopico né con la Tomografia Computerizzata Multistrato eseguita in collaborazione con il dipartimento di scienze delle radiologie dell’Università degli Studi di Palermo.

Il secondo caso applicativo della nanotecnologia sul legno è quello eseguito sui portoni della Banca d’Italia di Bari nel 2018, in collaborazione con il Prof. Frattari della Facoltà di Ingegneria di Trento. L’obbiettivo fu quello di sperimentare il protettivo su opere tutelate che si trovano in condizioni termoigrometriche estreme, sia per altitudine che per posizione geografica.

L’edificio oggetto di intervento è ubicato a Bari, in una zona storica della città in prossimità del lungomare.

I principali fattori di degrado di origine naturale sono costituiti dall’acqua, dalle variazioni di temperatura, dalle radiazioni elettromagnetiche e dai gas atmosferici.

I due portoni monumentali, erano stati sottoposti a numerosi interventi di protezione data l’intesa esposizione a fenomeni di degrado. Specialmente quello rivolto verso il mare, presentava una estesa superfice riarsa dove il protettivo applicato prima di considerare il trattamento con la nanotecnologia si era disgregato ed il supporto aveva cambiato il proprio colore originale.

I protettivi nanotecnologici possono dare un contributo importante al mondo delle Belle Arti: la formulazione ha la capacità di modificare la materia del substrato, trasformando l’energia di superficie da alta a bassa, così da creare un reticolo tridimensionale con una potente forza repulsiva che respinge qualsiasi contaminante: acqua, agenti inquinanti, grasso, sporco, calcare, ecc. fornendo una protezione straordinaria. Inoltre non modificano l’aspetto e le caratteristiche organolettiche del legno; sono resistenti alle alte temperature, alla pulizia a vapore, ai contaminanti; prevengono i problemi legati all’umidità e all’insorgenza di infestazioni quali muschi, funghi, tarli e tèrmiti; prevengono i danni causati dai raggi UV; vengono applicati in modo semplice e con tempi rapidi di asciugatura; assicurano una lunga durata nel tempo delle sue proprietà.

A distanza di un anno il legno, pur subendo un’intensa e costante irradiazione è rimasto stabile e non sono ancora presenti segni di screpolatura della superficie. Si nota l’accumulo di polvere e Sali ma non è ancora stato intaccato il film sottostante.

Il terzo caso applicativo che presentiamo è un intervento molto particolare, eseguito presso il comprensorio chiamato “Via Lattea” ubicato a Sestriere in val d’Aosta, in edifici di nuova costruzione in legno progettati dall’Arch. Renzo Piano. L’obbiettivo è stato quello proteggere i nuovi chalet ed evitare che il legno potesse deteriorarsi per causa dell’acqua, della neve e del ghiaccio. Questo obbiettivo fu raggiunto non solo sulle superfici verticali, ma anche sulle scale esterne, anch’esse in legno, che nel periodo invernale diventavano pericolose. L’applicazione della nanotecnologia per il legno ha dato un risultato eccellente, una protezione completa anche sul legno di nuova produzione.

La nanotecnologia è un alleato prezioso per le sue innumerevoli applicazioni: edilizia, restauro, nautica, industria. Ogni giorno il laboratorio 4Ward360 di trova ad affrontare nuove sfide. Non solo legno, ma pietra, cemento, vetro, pelle, metallo. Con una passione particolare per i beni culturali e la collaborazione continua con le università e le istituzioni.

 

Di seguito gli articoli pubblicati sull’evento

AdnKronos

Il Tempo

La Sicilia

 

 

Senato della Repubblica – Roma

Il novecento italiano                  

Organizzazione a cura della Dott.ssa Daniela Diaferio, Avv. Sabrina Zuccalà

 

La curatrice Daniela Diaferio e Sabrina Zuccalà del Dipartimento di Nanotecnologia di 4ward360, propongono un progetto rivolto alla conservazione del ricordo e alla valorizzazione del patrimonio artistico lasciato dal mondo della cultura nel ‘900. I due professionisti si impegnano da anni in progetti che contribuiscono alla crescita culturale della cittadinanza ed alla promozione di artisti contemporanei. Propongono, in questa occasione, un nuovo obiettivo: fornire un rinnovato spunto riflessivo di elevato valore culturale, dove i veri grandi protagonisti del ‘900 possano aprire un dialogo fondato sul valore della tradizione ed evidenziando i caratteri identitari nazionali attraverso le eccellenze che hanno fatto grande l’Italia.

 

Il “Novecento” il secolo delle contraddizioni, da un lato grandi le grandi tragedie, dall’altro le innovazioni e gli slanci espressivi nel mondo dell’arte, da Modigliani alle avanguardie e dal futurismo fino alle soglie del duemila. Il programma del convegno ideato e coordinato dalla dott.ssa Daniela Diaferio prevede un percorso, un viaggio nel passato recente passando attraverso i fatti e i protagonisti di un secolo straordinario.

Il progetto “Novecento” sarà presentato in un’importante sede istituzionale a Roma e come un vero e proprio viaggio nel passato saranno proprio i protagonisti più autorevoli a raccontare e ricordare i passaggi di un secolo che inevitabilmente, nel bene e nel male ha gettato le basi per il nuovo millennio che stiamo vivendo.

Il 29 Luglio 1900 alle 22.30 a Monza a soli cinquantasei anni viene ucciso con quattro colpi Re Umberto I, in visita alla Villa Reale con sua moglie Margherita, un fatto tragico che apre bruscamente il novecento, un momento chiave che determina i successivi passaggi storici dell’Italia. Parallelamente la paura che improvvisamente cala nel belpaese contrasta con l’eccitazione futurista e le novità che caratterizzano un secolo accelerato. Si consideri, solo a titolo d’esempio, che sono invenzioni del ‘900, l’automobile a benzina non “carrozziforme”, hanno fatto storia la Mercedes 35PS del 1901 e la FIAT modello T del 1908, la televisione, il computer e Internet. Se solo dovessimo prendere in esame questi elementi di innovazione ci renderemmo conto di quanto il novecento abbia contribuito a stravolgere la quotidianità delle popolazioni di tutto il mondo. L’Italia ancora una volta si è distinta attraverso la creatività applicata ai linguaggi artistici riflettendo le nuove emozioni attraverso alfabeti rinnovati e interessanti. La storia del XIX secolo contiene eccellenze tutte da raccontare per non dimenticare. Il convegno si propone dunque di dipingere quadro generale attraverso i protagonisti della storia, dell’arte, del teatro, della televisione, della musica e della cultura in genere.

Da Corrado Govoni a Franco Fortini si può percorrere il mondo della poesia passando dagli indimenticabili versi di Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Cesare Pavese, Mario Luzi, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Ardengo Soffici, Dino Campana, Umberto Saba, Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi e molti altri. Con Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna potremmo parlare di una delle più autorevoli stagioni della storia della fotografia italiana magari agganciandoci a quell’affascinante mondo cinematografico che ci ha regalato personaggi del calibro di Federico Fellini, Bernardo Bertolucci, Vittorio de Sica, Sergio Leoni, Luchino Visconti, Mario Monicelli, ed i tanti grandi attori, dal Premio Nobel Dario Fo fino a Vittorio Gassman e Alberto Sordi. La moda, il giornalismo, la pittura e la scultura, il teatro, ambiti nei quali gli italiani hanno fatto in modo eccellente la loro parte emergendo per stile, qualità e pensiero, elementi che hanno mostrato al mondo il nostro volto migliore insieme a quello dello sport.

Molti protagonisti del mondo della cultura e dell’arte che hanno contribuito a scrivere le più belle pagine della storia italiana del novecento, tantissimi, più di quanto si possa pensare, sono i nomi che non solo non dobbiamo dimenticare ma dovremmo valorizzare tutti i giorni come fossero i colori primari della tavolozza di chi dovrà dipingere il prossimo e imminente nostro futuro.

E’ altresì importante permettere alla storia di avere un futuro. Questa e la mission di 4ward360 che si occupa di  produzione di nanotecnologia ed innovazione per la conservazione del culturale mondiale.

Ecco dunque il formarsi concretamente l’idea di un progetto volto al ricordo e alla valorizzazione del novecento italiano con il chiaro intento di divulgare gli argomenti dell’anfiteatro romano, napoletano. L’evento vuole sensibilizzare in modo significativo il periodo del  ‘900 alimentando il valore del dialogo e dell’approfondimento, l’esperienza e la conoscenza, attraverso la voce diretta dei protagonisti, inseriti nell’elenco di autorevoli relatori selezionati dalla curatrice d’arte dott.ssa Daniela Diaferio con la  4ward360 rappresentata dalla Dott.ssa Sabrina Zuccalà del Dipartimento di nanotecnologia.

Grazie a queste nuove frontiere ci sarà permesso dare un futuro alla storia.

Daniela Diaferio , Sabrina Zuccalà

Battistero di Firenze

Battistero di Firenze

Insieme dopo 30 anni, le tre porte del Battistero di Firenze di nuovo visibili una accanto all’altra
Dopo decenni di restauri, eseguiti dall’Opificio delle pietre dure, dal 9 dicembre saranno ospitate nella sala del Paradiso del museo dell’Opera del Duomo

Di nuovo insieme dopo 30 anni. Dopo decenni di lavori e restauri, iniziati nel 1978 e portati avanti dall’Opificio delle Pietre Dure. Sono le tre porte monumentali del Battistero di Firenze. Visibili, una accanto all’altra, nella sala del Paradiso del Museo  dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dal prossimo 9 dicembre.

I capolavori in bronzo e oro, realizzati tra il 1330 e il 1452, dominano la prima sala del museo con i loro 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna. Due – la porta del Paradiso e quella Nord, entrambe realizzate da Lorenzo Ghiberti, era già custodite nel museo. L’ultima arrivata, invece, è la porta Sud (la più antica delle tre) realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336.

La porta Sud, del peso di circa 8 tonnellate, è costituita da 28 formelle di cui 20 raccontano episodi della vita di San Giovanni Battista, patrono del Battistero e di Firenze, intervallate da 74 fregi. Pisano realizzò sulla porta anche 48 teste di leone, una delle quali è andata perduta nell’alluvione del 1966 che fece danni gravissimi a tutti e tre i portali, oggi sostituiti al Battistero con delle copie.

           

Il primo portale a essere tolto è stato quello del Paradiso nel 1990, il cui restauro si è poi protratto fino al 2012. Tre anni ci sono invece voluti per la porta Sud, come già era accaduto per quella Nord, con un intervento che ha riportato alla luce ciò che resta della bellissima doratura e dei meravigliosi dettagli delle parti scultoree.

                     
“Tutto iniziò con un lungo percorso di studi che ha portato a rinnovare completamente le tecniche di intervento e restauro sui grandi bronzi e soprattutto sui dorati – ha spiegato Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle pietre dure – Un progetto di ricerca che si è sviluppato soprattutto per il restauro della prima porta, e di cui hanno poi usufruito le altre due. È stato un restauro innovativo e all’avanguardia a livello internazionale”
                     

Progetto Nano-Cathedral

Come si salva una facciata

la nanotecnologia per il restauro.

Vi è mai capitato di visitare una città e scoprire, vostro malgrado, di non poter fotografare un monumento perché “impacchettato” per manutenzione?
Oggi, grazie ai continui sviluppi nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica, il restauro è sempre meno visibile.

Un importante contributo alla conservazione dei beni culturali arriva dalle biotecnologie.

Il biorestauro utilizza microrganismi, come i batteri, che, selezionati e applicati sulla superficie dell’opera, diventano veri e propri restauratori.

Ci sono infinite varietà di microrganismi, così come molte possono essere le tipologie di alterazioni sulle opere d’arte.

Una volta analizzata la natura della sostanza da rimuovere sull’opera, si selezionano i batteri utili, che possono ridurre, a seconda delle necessità, i solfati in idrogeno solforato, i nitrati in azoto molecolare e la sostanza organica in anidride carbonica (gas non tossici che poi si liberano nell’aria).

I batteri, una volta terminato il proprio compito, si inattivano, non provocando alcun danno all’opera stessa.

Funziona davvero? Certo!

Con queste tecnologie sono stati curati, per fare qualche esempio, la Pietà Rondanini di Michelangelo, alcune guglie del Duomo di Milano e parte della facciata di Santa Maria delle Grazie a Milano, opere che oggi possiamo ammirare “ripulite” in tutto il loro splendore.

Anche le nanotecnologie possono essere impiegate per il restauro. Soluzioni di nanoparticelle vengono applicate con il pennello sulle superfici lapidee o fatte penetrare nelle porosità, per respingere l’acqua delle piogge e neutralizzare muffe e batteri.

Nanotecnologia

Noi cosa abbiamo fatto?

Abbiamo studiato e dato soluzioni per fare in modo che il progetto potesse diventare realtà!

 

X Convegno AIES – Il 5 dicembre al MANN si parlerà di nanotecnologia per la conservazione

L’impiego della nanotecnologia per la conservazione dei beni archeologici sommersi sarà il tema portato da 4Ward360 e dal Gruppo Arte 16 al X Convegno Internazionale “Diagnosi, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale” in programma a Napoli il prossimo 5 dicembre.

L’interesse del mondo della conservazione ai risultati ottenuti con il trattamento del relitto navale di Marausa – di cui si è parlato al Convegno di archeologia subacquea di Taormina dello scorso ottobre – ha portato alla volontà di includere nell’evento partenopeo organizzato da AIES Beni Culturali un approfondimento sulla nanotecnologia.

Si darà particolare risalto alla nanotecnologia applicata al legno, la quale assolve un compito indispensabile nella conservazione dei beni archeologici. I nanomateriali creano infatti un reticolo protettivo invisibile che impedisce ad umidità, polveri sottili ed altri elementi inquinanti presenti nell’ambiente di penetrare nel materiale. Ciò permette al manufatto ligneo di essere esposto in un ambiente fruito da migliaia di persone, senza che esso possa assorbire inquinanti, spore di muffe o funghi.

I nanomateriali svolgono l’attività di protettivi delle superfici lignee senza essere pellicolanti o alterare le caratteristiche del manufatto, l’aspetto o la traspirabilità. Ogni trattamento è reversibile, altro aspetto fondamentale quando si parla di conservazione.

Il futuro della storia percorre la strada delle nuove tecnologie, con 4Ward360.