Archeologia subacquea, la proposta degli esperti a Taormina: “Nanotecnologie per studiare i reperti della nave punica”

VI Convegno nazionale di Archeologia Subacquea Taormina: “Dopo il restauro della nave di Marausa, un comitato scientifico propone importanti interventi con le nanotecnologie anche su altri reperti tra cui una nave punica”

Relitto Marausa Nanotecnologie27

 

“Analizzare e studiare i reperti subacquei e valutare anche alcuni interventi di conservazione con le nanotecnologie, come è stato già fatto qualche mese fa sul relitto della nave di Marausa. In questo modo si potranno tutelare questi importanti beni e preservarli nel tempo. Non escludiamo quindi di poter ripetere presto le stesse applicazioni sulla nave punica anch’essa, come quella di Marausa, presente al museo Baglio Anselmi di Marsala”. Lo ha detto Roberto La Rocca, archeologo navale della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, illustrando a Palazzo Ciampoli a Taormina (Messina), uno dei propositi del “VI convegno nazionale di Archeologia Subacquea – XVI Rassegna internazionale di Giardini Naxos”. Durante l’evento, che durerà fino al 12 Ottobre, è stato anche ricordato il progetto pilota del comitato scientifico, del quale fa parte La Rocca, nato proprio per progettare l’intervento di conservazione della nave di Marausa. L’idea è nata su proposta del compianto ex assessore Regionale ai Beni culturali della Sicilia Sebastiano Tusa e del coordinatore del GruppoArte16, Giovanni Taormina, ed è stato effettuato dal restauratore Franco Fazzio e da Sabrina Zuccalà amministratore di 4ward360, azienda che ha studiato e sviluppato il formulato nanotecnologico “4wd-wood”, applicato sul relitto.

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